- 2009
- Mar
- 10
La televisione di stato
In norvegia è la NRK (Norsk rikskringkasting AS, Nowegian Broadcasting Corporation). La NRK è finaziata da un canone di possesso TV, come da noi, e dalla vendita di DVD, di programmi e di prodotti derivati. Come da noi.
Ma.
La NRK “non ospita pubblicità, non deve dare conto agli inserzionisti ma semplicemente al proprio pubblico di contribuenti” (parole di Eirik Solheim, il dirigente dell’emittente pubblica norvegese, già qui è fantascenza (P.I.))
La NRK ha lanciato da qualche tempo una “torrentTV“, i programmi vengono messi a disposizione, via bittorrent, in alta definizione, in formati standard e senza DRM.
Sempre nelle parole di Solheim:
“Per mantenere il controllo dei contenuti è necessario stiparli sotto chiave e non mostrarli a nessun. Abbiamo rinunciato al controllo sui contenuti nel momento in cui abbiamo deciso di trasmetterli”. La soluzione è consegnare al pubblico il materiale e offrire loro l’esperienza di fruizione che preferiscono: “Aderendo alle esigenze dell’audience, si richiamerà la platea dei fruitori verso il proprio sistema di pubblicazione e si finirà con l’avere maggior controllo dei contenuti”. (P.I.)
E in un periodo in cui le major fanno processi contro i tracker bittorrent, la NRK ha deciso di aprire un proprio tracker, per evitare che i download diretti sovraccarichino i server (le puntate del documentario di Lars Monsen in giro per la scandinavia sono state scaricate 90mila volte nella prima settimana), e per poter avere sott’occhio dati e statistiche.
Non solo, mentre in Brasile e in Francia i soliti noti si scagliano contro il fenomeno dei fansub (sottotitoli scritti e/o tradotti dai fan stessi, senza attendere le politiche di mercato), il nostro Solheim ha avuto modo di dichiarare che l’emittente sarebbe “più che contenta se qualcuno decidesse di sottotitolare in altri linguaggi alcuni degli episodi messi a disposizione per il download”.
La NRK sta inoltre lavorando per rilasciare i contenuti, dove possibile, sotto una licenza Creative Commons. Bisogna oviamente che tutte le parti interessate in un progetto abbiano raggiunto un’accordo sulla distribuzione, ma la NRK fa sapere che nel futuro ci sarà un’occhio di riguardo in questo senso quando si tratterà di stilare contratti.
Sul sito della “torrentTV” della NRK, http://nrkbeta.no, per chi capisce il norvegese (anche se esiste una sezione di articoli tradotti in inglese) ci sono tutte le informazioni e i link per scaricare i video. NRK consiglia come software un qualsiasi client bittorent o il nostro fido Miro
Da noi la RAI usa Microsoft(r) Silverlight(c) per fare lo stream a bassa qualità di ‘Un posto al sole’.
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Martedì, Marzo 10, 2009 - 23:56:37
Certamente un esempio da seguire. Tutto deriva, secondo me, dal non avere inserzionisti pubblicitari: questo da la libertà di produrre contenuti diversi da quelli auditel-friendly e poterli di conseguenza distribuire.
La distribuzione gratuita e senza DRM paradossalmente da controllo sul contenuto. Chiunque vorrà fruire del mio contenuto potrà averlo alle mie condizione e con la qualità video che decido io e quindi potrò comunque vendere lo stesso contenuto con una maggiore qualità senza temere la pirateria.
La Rai comunque con il nuovo sito, e in particolare con i podcast di radio rai ha fatto dei passi avanti che non mi sarei mai aspettato.
Persino il nuovo rai.tv in MS silverlight è già un passo avanti rispetto al precedente rai click, e con qualche sforzo (e installando silverlight) si riesce anche a vederlo su linux (o così dicono - io non sinceramente non ho provato avendo anche windows)
In ogni caso un servizio pubblico non dovrebbe rimanere coinvolto nella logica dei programmi di qualità discutibile che attirando il vasto pubblico…
Mercoledì, Marzo 11, 2009 - 11:20:13
Si, effettivamente i podcast di radio rai sono interessanti, anche se secondo me radio rai ha delle logiche di mercato diverse dalla tv.
In realtà, non so se è ancora così, qualche tempo fa c’erano anche dei podcast video su rai.tv. C’era l’intera serie de “La nuova squadra” dell’anno scorso, codificata in h264 e con feed RSS, tanto che lo seguivo con Miro. La qualità della compressione era pessima, ma tant’è
Non sono del tutto sicuro, comunque, che il nuovo sito sia un passo avanti di quando il sito usava solo Real Video. O di quando sono passati a Windows Media / Flash. Per lo meno in quei casi Mplayer Plugin riusciva tranquillamente a gestire la situazione.